Oggi, 12 ottobre, è l'onomastico di tutti i Serafino (e, per chi porta la forma femminile, anche delle Serafina). Un nome che viene direttamente dagli angeli della Bibbia: ecco la sua storia completa.
Che cosa significa Serafino
Serafino viene dall'ebraico biblico saraf, che significa "ardere, bruciare". Al plurale, serafim (in italiano "serafini") sono gli angeli con sei ali descritti dal profeta Isaia (Isaia 6,1-7) accanto al trono di Dio. Il significato del nome è quindi "angelo ardente" o "risplendente", da cui l'interpretazione più diffusa: "colui che arde d'amore divino". Nella tradizione biblica ed ebraica — anche nella cabala — i serafini sono il grado più alto della gerarchia angelica, il più vicino a Dio.
La storia del nome
Il percorso del nome segue quello della parola biblica che lo ha generato. Nasce in ebraico antico (Antico Testamento, Isaia, VIII-VII secolo a.C.) come saraf/serafim; passa al greco della Settanta, la traduzione della Bibbia ebraica fatta ad Alessandria d'Egitto nel III secolo a.C., come serafím; arriva al tardo latino cristiano come Seraphinus, nome personale costruito sul termine biblico in epoca patristica e medievale; e si fissa infine in italiano come Serafino nel medioevo, portato dal frate cappuccino San Serafino da Montegranaro.
Oggi Serafino è un nome raro in Italia: circa 19.601 persone lo portano, il che lo colloca intorno al 432° posto tra i nomi più comuni (circa lo 0,0325% della popolazione). Tra il 1999 e il 2022 sono nati poco più di 200 bambini con questo nome, con il picco massimo nel 2006, quando ne nacquero appena 17: un nome che non è mai stato di moda, ma che non è nemmeno mai scomparso, legato soprattutto alla devozione per il santo cappuccino. La maggiore concentrazione è in Lombardia (19,2% del totale), seguita da Lazio, Calabria e Sicilia.
San Serafino e l'onomastico del 12 ottobre
Il santo a cui è legato l'onomastico è San Serafino da Montegranaro, al secolo Felice Rapagnano, nato a Montegranaro (nelle Marche) nel 1540 e morto ad Ascoli Piceno il 12 ottobre 1604. Fu un frate laico cappuccino, ricordato per una vita di grande umiltà e povertà: possedeva solo un crocifisso, un rosario e un mantello logoro. Fu beatificato nel 1729 da Benedetto XIII e canonizzato nel 1767 da Clemente XIII.
La sua è l'unica festa di un Serafino nel calendario italiano dei santi: nessun altro santo con questo nome ha una data più nota a contendergli il 12 ottobre. È quindi una data di calendario precisa e incontestata, senza altre ricorrenze a cui essere associata.
Varianti e nomi collegati
La forma femminile è Serafina. Sulla sua data le fonti non sono del tutto concordi: alcune la collegano alla stessa figura di San Serafino da Montegranaro e quindi al 12 ottobre; altre la associano invece all'8 settembre, giorno della beata Serafina Sforza. Vale quindi la pena ricordarlo come un punto su cui le fonti divergono, piuttosto che darlo per certo.
Nelle altre lingue il nome prende forme diverse ma riconoscibili, tutte dalla stessa radice "seraphim": Serafín in spagnolo, Séraphin in francese, Serafim in portoghese, Seraphim in inglese, Serafin in polacco, Szerafin in ungherese, Serafeím in greco moderno e Serafim (Серафим) in russo.
Curiosità
- Lo stesso nome, nella forma russa, appartiene a uno dei santi più venerati della Chiesa ortodossa: San Serafino di Sarov (Серафим Саровский), monaco e taumaturgo vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento — stessa radice, stesso nome, due tradizioni cristiane diverse.
- In Italia il nome è stato reso celebre dalla letteratura: è quello del protagonista del romanzo di Luigi Pirandello "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" (1925), un cineoperatore che racconta in prima persona come si senta sempre più un ingranaggio della macchina da presa a cui dà il movimento.
- Pochi nomi derivano direttamente da un ordine angelico: i serafini sono, nella tradizione biblica, la schiera più alta e più vicina a Dio fra tutti gli angeli.
- Nonostante la rarità — poco più di 200 nuovi nati in oltre vent'anni — il nome non è mai scomparso dai registri italiani, segno di una devozione che continua silenziosa, soprattutto nelle regioni dove il culto del santo cappuccino è più radicato.
Se conosci un Serafino o una Serafina, oggi è il giorno giusto per fargli gli auguri: condividi questa pagina e raccontagli da dove viene il suo nome.





